Laterall

“Come le piacerebbe che fosse, il suo viaggio? Di cosa dovrebbe sapere, per essere perfetto?”
“Dovrebbe avere il profumo di un orto aromatico: l’odore di quando passi le dita in un’aiuola di menta e salvia, lavanda e rosmarino, con un’idea di timo, una parvenza di melissa. E sapore di zenzero fresco e agrumi: pompelmo e mandarino”
“E il colore? Di che colore lo vuole, il viaggio?”
“Vorrei un viaggio di verde e di blu, ma verdi e blu mischiati, che non si capisca dove inizia il blu e finisce il verde”
“E i suoni? E il vento?”
“Musica di giorno e silenzio di sera, e rumore del mare, sempre. Mi han detto che è bellissimo, il rumore del mare. E notti tiepide e mattine fresche, da aver la voglia di coprire le spalle con uno scialle o con un abbraccio” “Giovanni le allunga una scatolina turchese che ha tirato fuori da un cassetto. “È
da aprire quando comincia il suo viaggio” dice. “È indispensabile per il suo coraggio che, lo vede anche Lei, è incastrato proprio lì dietro agli occhi, nel punto esatto dove partono le lacrime”

non è un post, ma è perfetto.

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